VISITE N.


"Facciamo risorgere il popolo" (1 MACCABEI 3,42-45)

v. 42 Giuda e i suoi fratelli videro che i mali si erano aggravati e che l’esercito era accampato nel loro territorio; vennero a conoscere quanto il re aveva ordinato di fare per la rovina e l’annientamento del loro popolo.

v. 43 Allora si dissero l’un l’altro: «Facciamo risorgere il popolo dalla sua rovina e combattiamo per il nostro popolo e per il luogo santo».

v.44 Si radunò l’assemblea per prepararsi alla battaglia e per pregare e chiedere pietà e misericordia.

v. 45 Gerusalemme era disabitata come un deserto, nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, il santuario era calpestato, gli stranieri erano nella Cittadella, soggiorno dei pagani. La gioia era sparita da Giacobbe, erano scomparsi il flauto e la cetra.

Rileggendo il brano per favorire l'ambientazione e l'applicazione, se consideriamo il nostro contesto sociale sembra che oggi non sia cambiato nulla rispetto agli inizi dell’esperienza cristiana. In effetti, i tempi e i momenti difficili cui fanno riferimento diversi passi della Scrittura non si riferiscono alla fine della storia, ai tempi escatologici, bensì alla situazione presente.


Riflessione proposta il 3/9/2011 al gruppo "Germoglio di Iesse" in ritiro ad Antillo (Me)